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Ristorante dell'omonimo stabilimento balneare, si trova a città giardino e propone una cucina di mare principalmente con pesce fresco e rivisitazioni creative. Carta dei vini corta ma ben selezionata.

La ristorazione dello stabilimento balnerare Bagno Piave è oggi gestito da Leonardo Calò, che un tempo aveva il delizioso ristorante Port Ellen Clan a Lucca.

Capitiamo durante la settimana (un giovedì sera) e Leonardo ci accoglie gentilissimo, come è nel suo stile, servendoci un prosecco di benvenuto.

La cucina è ovviamente di mare, con pesce prevalentemente fresco di giornata e anche cruditè. Partiamo con un antipasto, l'insalata estiva di baccalà marinato servito con olive taggiasche e fagiolini croccanti in olio extravergine della Lunigiana. Un piatto fresco, leggerlo, perfetto per aprire una cena in riva al mare.

Due i primi piatti degustati a base di pasta di grano duro di Boscoreale caratterizzata da una lenta essiccazione.

Quello preferito sono le linguine ai calamari con salvia e colatura di alici di Cetara, una salsa dalle origini antiche prodotta nel piccolo borgo della costiera amalfitana (in un ristorante toscano preferiremmo sempre avere prodotti tipici locali ma non possiamo negare che il piatto avesse un gusto interessantissimo). In menù a 14 euro giusto per darvi qualche indicazione sui prezzi.

Per la seconda portata la nostra attenzione viene attirata da un unico, inevitabile piatto (i secondi oscillano tra i 16 e i 20 euro): il filetto di san pietro del Tirreno alle erbe aromatiche cotto sottovuoto in barattolo (all'interno del quale viene servito) con scarpaccia salata di zucchine, uvetta e pinoli. Il profumo che si sprigiona quando Leonardo apre il barattolo davanti a voi è avvolgente, un'emozione pura. Per chi non lo sapesse, la scarpaccia è una ricetta tipica toscana, viareggia in versione dolce e di Camaiore in versione salata.

Quanto ai dessert (7 euro l'uno) andiamo sul sicuro: il cheesecake della casa con pera Williams in confit. Molto buono, decisamente uno dei migliori trovati in Toscana sia per sapore che per rispetto della ricetta tradizionale (anche se il top per ora resta quello della La Pecora Nera a Montecatini terme) abbinato arditamente con un Islay Single Malt Scotch Whisky, il Bowmore Surf.

La cena è stata accompagnata da una bottiglia di Pigato Laura Aschero 2015, un vino ligure di grande intensità che ci ha stupiti positivamente (in carta a 26 euro).

Servizio lento al punto giusto: siete seduti proprio davanti alla sabbia di Viareggio, godetevi il mare e i piatti dello chef Simone Zeverini, uniti alla gentilezza di Leonardo, sapranno trasmettervi le giuste emozioni. Abbiamo speso 65 euro a testa, whisky e caffè compresi (in realtà omaggiati).

Il ristorante Bagno Piave si trova a Viareggio (Lucca) in Terrazza della Repubblica, 22 (telefono: 0584.50106 - Profilo Facebook: www.facebook.com/bagno.piave).

(Il Conte in Toscana, 4 agosto 2016. Scopri I Ristoranti del Conte)

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cheesecake

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