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FirenzeAlla scoperta di una città ricca d'arte e del suo territorio fatto di borghi, castelli, paesaggi unici e bellezze naturali: una meravigliosa terra di cultura.

Firenze si trova adagiata al centro di una conca ad anfiteatro in una posizione scenografica, circondata da una ghirlanda di incantevoli colline. La piana dove sorge la città è attraversata dal medio corso dell’Arno. Si trova al centro di un paesaggio dolcissimo: il tono della campagna fiorentina è dato da due colori, il grigio argenteo dell’ulivo e il verde cupo del cipresso. I colli sono inghirlandati di paesi ridenti che non si finisce mai di scoprire e di godere. Intorno alla città potremo scoprire la collina di Bellosguardo con i suoi superbi panorami, la Certosa del Galluzzo abitata da un gruppo di monaci Benedettini Circestensi (dove sono conservate rilevanti opere d’arte del Pontormo e dei Della Robbia), l’Impruneta e ancora la celebre e affascinante Fiesole.

Sulla strada che va in direzione di Pistoia troviamo la regina delle ville medicee: Poggio a Caiano. Sulla strada per Bologna troviamo invece Villa Demidof a Pratolino. La città di Firenze, nel suo complesso, può essere considerata un vero e proprio museo. Essa ci sorprende per la concentrazione altissima, nel suo centro storico, di un enorme patrimonio in termini di monumenti, testimonianze storiche, opere d’arte, collezioni scientifiche e zone naturalistiche straordinarie. E le bellezze naturali e artistiche della città si estendono anche alla provincia.

La città, capitale d’Italia dal 1865 al 1871, è ovunque caratterizzata da quello straordinario sviluppo letterario, artistico e scientifico che ebbe luogo nel XIV-XVI secolo. I suoi palazzi, le chiese, i monumenti, le vie conservano il ricordo di un periodo straordinario, quando la città divenne uno dei più importanti centri di rinascita della cultura mondiale grazie ai suoi grandi uomini, artisti, pensatori, architetti, letterati, scienziati conosciuti in tutto il mondo. Importante centro universitario e patrimonio dell’umanità Unesco, Firenze è considerata il luogo d’origine del Rinascimento ed è universalmente riconosciuta come una delle culle dell’arte, nonché rinomata come una delle più belle città del mondo grazie ai suoi monumenti e musei tra cui il Duomo, Santa Croce, la Galleria degli Uffizi, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Palazzo Pitti e, dal 24 giugno 2014, il Museo Novecento.

A nord, lungo la valle del Sieve, si estende l’ampia conca del Mugello, un territorio che si trova a cavallo dello spartiacque appenninico. Una terra ricca di storia, animata da borghi, ville medicee (splendida quella di Cafaggiolo) e castelli (stupendo quello mediceo di Trebbio), di testimonianze artistiche e soprattutto terra che presenta ambienti diversi. Fa da sfondo al Mugello l’Appennino verso cui risalgono numerose strade dirette in Emilia. Vi troviamo centri importanti come Pontassieve, Vicchio, Borgo San Lorenzo, Scarperia, Marradi, Firenzuola. E’ la meta ideale per trascorrervi vacanze all’insegna della buona cucina e per compiere escursioni naturalistiche in un paesaggio ancora in parte selvaggio. Al di là dell’Arno, dopo Pontassieve, il territorio s’innalza dolcemente verso il Pratomagno. Proseguendo, ad oltre mille metri di altezza, arriviamo al Passo della Consuma coronata da praterie smaglianti e da fitte abetaie. Il luogo offre passeggiate e panorami incantevoli sulla vallata di Firenze e sul Casentino. Da qui è possibile arrivare alla foresta di Vallombrosa dove si trova la celeberrima Abbazia. I due poli religiosi di Camaldoli e La Verna sono meta di turisti, come il resto dell’area, per le importanti aree protette e per numerosi sentieri escursionistici.

A est di Firenze l’Arno scende dall’ampia vallata di Valdarno dominata dal Pratomagno e cosparsa di ville, di castelli e di borghi. La zona è di grande interesse dal punto di vista naturalistico e paesaggistico: i boschi sono dominati da querce, castagni e faggi mentre le colline sono ricoperte da oliveti e vigneti. Il centro più notevole è Figline Valdarno.

A sud dell’Arno si trova una delle più felici zone della provincia: il Chianti Fiorentino. Rinomato in tutto il mondo per la produzione del suo ottimo vino, il territorio del Chianti è costituito da un'area collinare situata al centro della Toscana che si estende tra Firenze e Siena. Soavi colli che alternano argentei olivi a fittissimi vignetie ancora castagni, abeti, lecci. Vi si trovano borghi pittoreschi, casolari, splendide ville, castelli, rocche e romantiche pievi dove è piacevole fare una sosta per riposare. E’ il paesaggio più conosciuto della Toscana dove incontriamo i centri storici di San Casciano, Impruneta, Tavernelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Greve in chianti, Castellina in Chianti.

A conclusione del nostro viaggio, a sud-ovest di Firenze, troviamo una zona contraddistinta da dolci colline e dal padule di Fucecchio, la più importante zona umida interna italiana che si estende a cavallo tra le province di Firenze e di Pistoia. I centri più importanti sono Lastra a Signa (centro della paglia), Montelupo Fiorentino (centro delle terrecotte), Empoli (Museo del vetro), Cerreto Guidi, Vinci (dove si trova il Museo Vinciano) e Fucecchio, l’ultimo centro sull’Arno. In Val d’Elsa il territorio è caratterizzato da due fiumi, l'Arno a nord, e l'Elsa a sud, uno dei suoi principali affluenti. I maggiori centri sono Castelfiorentino e Certaldo, dove visse Boccaccio.

(Il Conte in Toscana, 2 ottobre 2016)


Giunti a questo punto della storia una verità voglio rivelarvela.

Quando parlate con una persona state attenti a non commettere mai l'errore di pensare che le apparenti esagerazioni di un matto siano false e le parole di una persona che sembra normale siano sincere perché è semmai vero il contrario: un matto non usa il cervello ma in compenso tutto ciò che dice gli arriva alla bocca direttamente dal cuore, mentre il demonio si nasconde dietro la maschera del presunto normale che parla con voce aggraziata.

Mai pesare le parole attraverso i vostri pregiudizi.

Che sia impresso a fuoco nelle vostre menti: è più sincero un pazzo innamorato che si scapicolla a velocità insostenibile lungo le vie dell'amore di chi su quelle medesime strade passeggia in modo rassicurante rispettando le precedenze e i semafori rossi.

E adesso potete pure affondare tra bastioni resi tetri dalla nebbia autunnale, canali melmosi e luci disorientanti che ammaliano in lontananza.

(Il Conte in Toscana, 29 settembre 2015)

Torre del Lago

Domenica 13 settembre, presso piazza Mercato del Bestiame a Borgo a Buggiano (Pistoia), vedrà il via la prima zombi run della Toscana (la prima d'Italia organizzata su circuito cittadino) con una doppia sessione: una gara competitiva alle ore 17:00 e successivamente una gara non competitiva con partenza alle ore 18:30..

Marchi e loghi di proprietà dei rispettivi autori.

LA CORSA DEGLI ZOMBI: ISCRIVITI QUI.

Disciplina principale delle Zombiadi (una sorta di olimpiadi degli zombi), La Corsa degli Zombi è una zombirun (o zombierun), corsa podistica competitiva e non competitiva nella quale i partecipanti, gli Umani, dovranno percorrere un circuito di 1.630 metri per un totale di 5 giri e 8,1 chilometri cercando di non farsi toccare dagli zombi che infestano il circuito e che tenteranno di lasciare la propria impronta "insanguinata" (saranno usati colori speciali, non tossici e lavabili) sui quadranti predisposti sulle apposite magliette che saranno distribuite ai corridori.

Alla corsa è possibile iscriversi sia come Umani sia come Zombi (chi non ha la possibilità di truccarsi a casa avrà a disposizione, previa prenotazione, i truccatori del contest al costo di 5 euro). Lo scopo degli umani è quello di giungere al traguardo senza essere toccati dagli zombi che non potranno correre ma tenteranno di imbrattare la maglia dei podisti per assegnare loro più penalità possibili. I corridori dovranno inoltre scoprire la postazione biomedica nascosta lungo il tracciato e recuperare l'antidoto che permetterà loro di annullare una penalità ricevuta. I corridori potranno inoltre partecipare alla gara con un travestimento cosplay e questo darà diritto ad una dose di antidoto.

Saranno premiati i primi tre classificati della corsa competitiva, il miglior zombi e il miglior truccatore in loco, oltre al vincitore "morale" della corsa non competitiva (scelto ad insindacabile giudizio dagli organizzatori). Sarà infine assegnato un premio al miglior cosplay della giornata tra i partecipanti alle due corse.

Al termine della gara sarà inoltre distribuita a tutti gli iscritti una Zombirra, la birra della Corsa degli Zombi, e saranno aperti i punti ristoro con menù dedicati a prezzi scontati: La Taverna degli Zombi e la trattoria di Piazza dei Cadaveri con menù tipici toscani, il bar presso la Pergola della Paura, oltre ad altri "ristoranti" in fase di attivazione.

Regolamento completo, prezzi e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito www.zombiadi.it (anche presso Bar Garibaldi e Taverna del Vin Vino a Borgo a Buggiano). La Corsa degli Zombi è una manifestazione sportiva organizzata da A.S.D. Toscana Sport Avventura facente parte del progetto Zombiadi ideato da Marco Bonaccorsi eAndrea Gervasi.

(Le Zombiadi, comunicato stampa 1° agosto 2015)

ribollita freddaCosa "ribolle" nella pentola di Simone Cipriani? La "sua" ribollita, è proprio il caso di dirlo... una vera e propria reinterpretazione totale della tradizione toscana. Sì, perché qui la creatività del giovane chef livornese è stata portata all'ennesima potenza creando per Identità Expo un piatto davvero unico nel suo genere: una ribollita fredda, servita provocatoriamente in un cono così da farla sembrare un gelato.

Ribollita fredda - La ricetta nasce, come molte creazioni di Cipriani, dagli ingredienti poveri della cucina tradizionale toscana. Ecco allora che un delizioso cuore fatto di mousse alla ribollita (cavolo nero, fagioli, verdure varie) e zuppa ci cipolle fiorentine viene avvolto da una finta cialda realizzata unendo pasta stracotta frullata, farina e cavolo nero disidratato. Sopra, un nido di spaghetti cotti nell'acqua del cavolo nero. La decorazione che fa da cappello al piatto è una composizione di cipolle fritte ad anelli, panna montata al grana padano e pomodorini ciliegino.

Dopo questa lettura siete pronti per un viaggio alla scoperta dei sapori toscani reinventati da Cipriani? Non vi resta che andarlo a trovare nel suo regno, il ristorante Santo Graal di Firenze dove compone piatti che, per colori e composizione, sono delle vere e proprie opere d'arte!

(Il Conte in Toscana, 29 agosto 2015)

La ribollita fredda di Chef Cipriani

Simone Cipriani nel magnifico scatto di Giovanni Rasoti

Argentario

Scorrazzo su e giù per la Toscana al volante di una Porsche Boxster 2700 cc, una vettura ormai senza troppe pretese ma pur sempre dotata di fascino sportivo e di cavalli a sufficienza per regalarmi emozioni continue. Quanto consuma? Cento sorrisi al litro.

Dal lontano 2004 mi muovo a bordo di una piccola vettura di casa Porsche, una Boxster 2.7 nera uscita dalla fabbrica a fine 1999 e da me acquistata usata. E' una vettura che, nonostante la cilindrata relativamente bassa rispetto alle altre auto del cavallino di Stoccarda, grazie al motore boxer a cilindri contrapposti disposto in posizione centrale riesce ad offrire incredibili sensazioni di guida senza, tra l'altro, avere consumi esagerati: l'ultima volta che li ho misurati registrai una media di 7,5 chilometri con un litro nell'uso urbano e di 9,5 chilometri per litro nel consumo misto (tra l'altro d'estate, quindi con l'aria condizionata attivata che notoriamente alza i consumi).

Perché giro in Porsche?

Non certo per ostentare. A me del giudizio degli altri non importa niente: non mi interessa quindi l'ammirazione del "pubblico" (se una persona apprezza un'altra persona in virtù del possesso di una cosa materiale non può che essere un ignorante: cosa farmene dell'ammirazione degli ignoranti?) né, figuriamoci, provo piacere nel provocare l'invidia altrui.

Semplicemente amo le auto fin da piccolo e la Boxster, con quella sua aria sbarazzina e la discreta potenza da "piccola" di casa Porsche (ha solo 220 cavalli ma è molto leggera), regala emozioni pure. Viaggiare nelle notti d'estate con il vento tra i capelli e le stelle ad illuminare il tetto è una sensazione che non ha prezzo. Libertà allo stato puro.

I consumi sopra indicati ve li ho voluti comunicare solo a titolo informativo: alla fine la mia auto, bella e sportiva, non inquina molto più di una normale berlina. Un'auto così non percorre 10 chilometri con un litro, semplicemente la questione va vista da un lato completamente diverso che riguarda cuore e vibrazioni positive: mi regala 100 sorrisi con un litro, ecco quanto consuma.

(Il Conte in Toscana)

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