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San Giuliano TermeMi sono sempre chiesto perché mai la gente vada in giro facendosi selfie ovunque: sul treno, a tavola, davanti agli specchi, persino nei bagni delle discoteche.

Cioè, il perché lo so: desiderio di apparire.

Quello che non capisco è il motivo di voler apparire stupidi come una marmotta. Farsi un bel selfie con dietro un panorama caraibico ha un senso logico, farselo in un "cesso" pubblico, con magari qualcuno dietro che vomita dopo una sbronza, ha un non so che di splatter.

Hanno persino inventato il mitologico bastone da selfie, se mai servisse un oggetto per farti pensare che l'umanità meriti l'estinzione (anche se per questo dovrebbe essere sufficiente guardare come l'uomo tratta la natura, gli animali e persino i suoi simili), e un mensile cartaceo interamente dedicato a questa bizzarra moda: Selfie.

Lo so che qualcuno mi dirà: "Fatti i fatti tuoi, ognuno si diverte come vuole!"

Avete pienamente ragione: da oggi anche io voglio divertirmi in un modo totalmente stupido e irrazionale, mi farò i selfie al contrario.

Eccovi il mio primo selfie al contrario: quello sono io, come potete vedere nell'immagine, davanti alle terme di San Giuliano.

#Selfieconversely

(Il Conte in Toscana, 30 novembre 2015)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

San Giuliano Terme

orologio U-BoatSono stato a trovare Italo Fontana, l'imprenditore toscano leader nella produzione di orologi di lusso made in Italy, nella sua elegante dimora in provincia di Lucca, sede anche della famosa "factory" U-Boat di cui è fondatore e proprietario.

E' stata una piacevole sorpresa: ho scoperto un uomo che non produce oggetti materiali ma pezzi unici con un cuore, un'anima propria. Una delle prime frasi che ha pronunciato mi hanno fatto capire quanto per lui ciascun orologio, il "suo" U-Boat, sia un pezzo unico con una personalità da conoscere nel tempo.

Un orologio è vivo.

E' questa l'essenza della produzione di Italo Fontana, orologi artigianali di alta precisione nati dalle sapienti mani di chi del design e della manifattura di alta qualità ha fatto un'arte.

Gli U-Boat racchiudono al proprio interno il vero made in Italy, quello che ci ha sempre resi famosi nel mondo: affidabilità, alta tecnologia, passione, eleganza, lusso mai fine a se stesso.

La tradizione è arrivata da nonno Ilvo: nel 1942 la Marina Militare Italiana commissionò a lui la realizzazione di alcuni orologi per i propri piloti. Italo, da sempre appassionato di design (tanto da farne una professione di successo nel campo dell'arredamento) ha deciso nel 2000 di riprendere i progetti del nonno e di creare, basandosi su di essi, qualcosa di davvero unico nel panorama mondiale.

U-Boat nasce così. La tradizione, che affonda le proprie radici nella mente del proprio antenato, torna alla luce e diventa un progetto di alta gamma globale grazie alle idee innovative del nipote che lo plasmano e lo trasformano in ciò che è oggi: l'orologio esclusivo per eccellenza, pezzi unici o in serie limitatissime realizzati con componenti di qualità assoluta e nei quali il design originale, i materiali molto particolari ed esclusivi (ad esempio il bronzo, snobbato dai produttori di orologi luxury ma che invece è pura materia "viva") e la creatività tecnologica dalle soluzioni funzionali e qualitative rendono prestigiosa ciascuna creazione di Italo Fontana, capace di emozionare chi la porta al polso.

orologio U-Boat

Dietro all'amore per gli orologi e i meccanismi di precisione, ereditata dal nonno, Italo Fontana ha tante altre passioni che lo rendono un personaggio poliedrico. Due su tutte voglio ricordarle, prima di lasciarvi, anche perché sono anche le mie, seppur con un gap per me inarrivabile: il vino (la famiglia Fontana è anche proprietaria di una cantina toscana esclusiva, Albaclara) e le auto sportive (e le corse automobilistiche).

(Il Conte in Toscana)

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orologio U-Boat

orologio U-BoatL’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Isc-Cnr), in collaborazione con Sapienza Università di Roma e l’Università dell’Aquila, ha trovato la prova sperimentale che la freccia del tempo non può essere invertita, neppure in sistemi quantistici. I risultati sono pubblicati su Scientific Reports.

In foto un orologio U-Boat.

Il sogno di tornare indietro nel tempo è ormai sfumato. La notizia giunge proprio nell’anno in cui Martin McFly, protagonista di 'Ritorno al Futuro', celebre film degli anni ottanta, sarebbe dovuto arrivare ai giorni nostri con la sua macchina del tempo, per salvare il futuro e tornare a casa, nel 1985.

Uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ha infatti provato sperimentalmente che la freccia del tempo punta solo verso il futuro.

La ricerca è stata guidata da Claudio Conti, direttore dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Isc-Cnr), in collaborazione con il Dipartimento di fisica della Sapienza e con l’Università dell’Aquila ed è finanziata dalla John Templeton Fundation.

“Uno dei problemi principali della fisica moderna è spiegare perché il tempo va solo in avanti, e non si può tornare indietro. La meccanica quantistica non fornisce nessuna indicazione sul perché i fenomeni naturali siano irreversibili”, spiega Conti. “Consideriamo un pendolo messo a testa in giù: nella nostra esperienza quotidiana sappiamo che, dopo qualche istante, l’asta cadrà e non ritornerà più su. Ciò non era mai stato verificato per un pendolo quantistico, cioè una particella come un fotone o un elettrone che si muove intorno al proprio nucleo: diciamo che si ha un pendolo inverso quando queste particelle decadono, cioè si scompongono in particelle differenti e – si dice in fisica – ‘vanno all’infinito’, in un certo senso, spariscono”.

Le fondamenta teoriche su cui è basata la ricerca sono state introdotte nel 1986 dal premio Nobel per la fisica, Roy Glauber. Il modello matematico prevede che i decadimenti degli ‘oscillatori inversi quantistici’ avvengano solo a determinate velocità. Allo stesso tempo, affinché la teoria sia verificata, occorre che questo tipo di trasformazioni siano irreversibili, il che significa che la particella, una volta decaduta, non si possa più riformare. Da qui l’assunto che non si può tornare indietro nel tempo.

“Nessuno prima d’ora aveva mai testato empiricamente questa teoria. Per simulare un oscillatore di Glauber, abbiamo fatto passare un raggio luminoso attraverso un liquido fototermico. Il liquido assorbe la luce e la defocalizza rendendola simile a un oscillatore quantistico invertito e rende più facile individuare la quantizzazione dei decadimenti. Avendo ottenuto questa prova sperimentale, possiamo affermare che la teoria è verificata, anche per quanto riguarda la freccia del tempo”, aggiunge Conti.

Il direttore dell’Isc-Cnr specifica che la ricerca “oltre al suo valore intrinseco, apre nuove prospettive per lo sviluppo di tecnologie di più immediata applicazione, ad esempio nel campo della fotonica, come nuovi tipi di laser per la medicina e microscopi ad altissima risoluzione”.

(Roma - Ufficio Stampa CNR, 6 novembre 2015)

FOTO COPYRIGHT ILCONTEINTOSCANA © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un Conte, in Toscana, non può che scegliere un profumo dall'innata classe toscana.

Cos'altro se non Acqua dell'Elba, il classico?

Il mio profumo non può che avere le radici su di un'isola, la freschezza tipica di una terra di mare, le essenze di fiori di agrumi come il mandarino e il limone, un accenno leggero di rosmarino, una fragranza selvaggia di alghe marine e un sentore legnoso dato da una nota di muschio e di macchia mediterranea.

(Il Conte in Toscana)

COPYRIGHT ILCONTEINTOSCANA © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

profumo da uomo Acqua dell'Elba

Ayrton SennaRuote larghe così
aderenti all'asfalto,
i quadretti son li uno bianco uno nero,
sole o pioggia,
non importa da dove ma spesso per primo,
scattavi veloce sul freddo grigiore
la pista ora larga, a volte affollata
bollente d'estate rischiosa in città,
affrontavi la curva la prima veloce
ne venivano altre
sempre più forte,
un cavallo vicino
lontano un alfiere,
sul gran rettifilo mangiavi pedine
rabbocco perfetto
solo pochi secondi
un colpo col piede
sempre primo,
sul filo del rasoio
vedevi il traguardo
la grande scacchiera e l'ultima mossa
re contro re
l'ultima staccata al limite
quella dello scacco matto...

Poi tutto da capo,
le tute raggianti
all'apparenza impenetrabili come i tuoi occhi
una partita è finita, un'altra comincia
cappello blu cupo nei giorni di prove
lo sponsor pretende,
il pubblico attende...

Un maggio tremendo
uno schianto inatteso
sei immobile, l'asfalto ti accarezza
le pale che girano, roteano nel cielo
è l'ultimo viaggio
quello più lungo
e nonostante tutto sei ancora il più lesto…

Ed io, che ancora non credo
son sempre là, ogni anno
ai bordi del prato
la maglietta sudata e lo stesso cappello
ti aspettano tutti, invano.
Parte la corsa e tu non ci sei
c'è solo un tedesco
un uomo di pietra
ma di te c'è un ricordo,
quello più grande, resta per sempre e corre al tuo posto,
vivo,
e sempre più ampio.

(Il Conte in Toscana, 2 maggio 1995, ore 00.59)

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Ayrton Senna a bordo della McLaren

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