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vino8 curiosità che potrai sfoggiare durante una cena con gli amici!

Immagine allegata al comunicato stampa.

1) Perché le bottiglie di vino sono da 75 centilitri

Questa è una misura che abbiamo ereditato dal mondo anglosassone. Per gli inglesi infatti le casse di vino dovevano contenere 2 galloni. Ogni gallone valeva 4,5 litri ed ogni cassa doveva contenere 12 bottiglie. Ecco che il risultato ci da 75 centilitri per ogni bottiglia. Ma siete sicuri che la vostra bottiglia contenga esattamente 75 centilitri? Sotto ogni bottiglia sono indicate solitamente le misure 75 cl e 70 mm. Questo significa che affinché la bottiglia contenga esattamente 75 cl è necessario che il vino inizi a 70 mm dalla cima della bottiglia. Armatevi di metro e controllate!

2) Il Vaticano è il paese in cui si consuma più vino al mondo

Ebbene si, è il Vaticano il paese in cui si beve più vino al mondo. Ovviamente stiamo parlando di consumi pro capite, ed il Vaticano in questa speciale classifica è avvantaggiato dal bisogno di vino necessario per le sante messe e dal piccolissimo numero di abitanti. Pensate che la California Wine Institute ha calcolato che nel 2012 il consumo di vino procapite a Città del Vaticano ha raggiunto la quota record di 74 litri a persona.

3) Quante piscine olimpioniche si riempirebbero col vino prodotto in Italia

L’Italia produce 48,8 milioni di ettolitri di vino l’anno, quantità capace di riempire 2151 piscine olimpioniche. Nel 2015 siamo tornati in testa alla classifica dei produttori mondiali, scalzando la Francia, in seconda posizione, davanti alla Spagna. L’Italia produce oltre un quarto del vino europeo.

4) Un tappo di Champagne può raggiungere la velocità di 106 Km orari

La velocità media di un tappo di Champagne si aggira intorno ai 65 Km orari. Tuttavia il record registrato per questa curiosa “disciplina” è di 106 Km all’ora. Quindi state attenti quando stappate la prossima bottiglia di Champagne!

5) L’Italia è il paese con il maggior numero di vitis vinifera al mondo

Con oltre 350 varietà di vite siamo in testa alla classifica mondiale.

6) Qual è il vitigno più coltivato al mondo

Il Cabernet Sauvignon é la varietá di uva da vino piú coltivata al mondo seguita da vicino dal Merlot. Gli ettari coltivato a merlot e Cabernet sono raddoppiati negli ultimi 20 anni.

7) Quante calorie in un bicchiere di vino

Un bicchiere di rosso di buon corpo alcolico (14%) vale circa 120 calorie. Un bianco invece, meno alcolico (diciamo 12,5%) vale 110 calorie. Più o meno l’equivalente di 1 Kg di ravanelli.

8) Qual è stata la prima DOCG italiana

La prima Docg italiana é stata assegnata al Vino Nobile di Montepulciano.

(Movimento Turismo del Vino Regione Toscana, comunicato stampa)

vino

enoturismoLe Docg della Toscana corrispondono alle zone o città più visitate dai turisti italiani e stranieri nel 2015. Violante Gardini (presidente MTV Toscana): «Non è affatto un caso questo dato, l’enoturismo è un fenomeno assodato e le nostre eccellenze vitivinicole sono un appeal internazionale».

Immagine allegata al comunicato stampa.

San Gimignano, Chianti, Montalcino, Montepulciano, Maremma. Sono solo alcune delle città e dei territori che secondo il rapporto Irpet sul turismo in Toscana nel 2015 hanno accolto il maggior numero di turisti. Sono anche le città e i territori nei quali si producono le Docg più conosciute al mondo. Un caso? No, secondo la riflessione che il Movimento Turismo del Vino Toscana ha fatto sui numeri del rapporto presentato ieri. «Non ci siamo stupiti del rapporto presentato dalla Regione Toscana – commenta il presidente di MTV Toscana, Violante Gardini – lo diciamo da anni e i numeri ce lo confermano che il turismo legato al vino e alle eccellenze enogastronomiche è un fenomeno ormai assodato e non una novità, ma anzi proprio su queste basi occorre da parte di tutti i soggetti continuare a investire in questa direzione».

I tour operator puntano sul vino. Sono sempre di più gli operatori internazionali che nel pacchetto Italia includono visite in cantina o addirittura soggiorni in tenute e agriturismi che fanno riferimento a una azienda vitivinicola. «Intanto la bellezza e la suggestione dei territori toscani dove si produce il vino è un richiamo esclusivo di cui possiamo godere – continua Violante Gardini – inoltre nella maggior parte dei casi il vino è un traino fondamentale per far conoscere territori magari meno blasonati dal punto di vista turistico, ma che grazie alla crescita degli appassionati e dei consumatori in tutto il mondo vengono alla ribalta». E’ anche a questo proposito che nel nuovo Cda del MTV Toscana sono presenti non solo referenti di cantine, ma anche di tour operator e agenzie di marketing del settore vitivinicolo.

L’enoturismo in Toscana è un modello nazionale. A confermarlo è l’analisi che il Movimento Turismo Vino Toscana ha fatto sul XII rapporto sull’enoturismo presentato alla scorsa Bit di Milano da Città del Vino. Dei quasi 14 milioni di visitatori nelle cantine italiane nel 2015 infatti, gran parte avrebbe visitato aziende vitivinicole toscane. Per non parlare del fatturato. La stima nazionale nel 2015 è di 2,5 miliardi di euro (senza considerare l’indotto) e anche in questo caso le cantine toscane avrebbero contribuito in maniera sensibile al fenomeno dell’enoturismo.

Perché la Toscana ha successo in questo settore. «Per gli italiani il turismo del vino è fatto di gite di prossimità, spesso entro i 100 chilometri che, in Toscana, si concentrano nelle località e nelle denominazioni più note – continua Violante Gardini - un nuovo stile di fare enoturismo più diffuso e meno elitario di un tempo, in altre parole non riguarda più soprattutto i “wine lovers”». La visita nelle zone del vino è anche un itinerario romantico per le coppie e un’escursione golosa per chi, e in Toscana sono tanti, vuole anche fare un pranzo tipico con gli amici. Molti dei visitatori che arrivano a Montalcino, Montepulciano, Radda o Bolgheri sono mossi dal desiderio di trascorrere i momenti liberi fuori delle città, in campagna. Desiderano vedere luoghi suggestivi e magari assaggiare cibi e vini che non conoscono scoprendo come sono fatti, per questo nella nostra regione, oltre alle visite nelle cantine crescono le wine class e soprattutto le scuole di cucina tipica.

(Movimento Turismo del Vino Regione Toscana, comunicato stampa)

 

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presepe viventeUn appello a pochi giorni dall'Epifania: uno dei re magi del presepe vivente del Conte di Erice si è ammalato ed occorre che sia rimesso in forma prima dell'arrivo del 6 gennaio.

Immagine di Ejdzej distribuita con licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported License.

Ragazzi è successo l'inaspettato, dovete aiutarmi! L'8 dicembre ho allestito come ogni anno il presepe vivente nel giardino della mia villa. Avevo sistemato i tre re Magi nella parte frontale del giardino della villa, all'ingresso, dando loro istruzioni di spostarsi ogni giorno di circa 3 metri in modo da trovarsi di fronte alla capanna del bambinello proprio il 6 gennaio... solo che oggi è il santo Natale e sapete cosa è successo?

Melchiorre, il più anziano dei tre, al quale tra l'altro avevo detto di coprirsi bene proprio per via dell'età, si è ammalato!

Ho bisogno di un medico che venga a visitarlo e che gli dia una cura in modo da rimetterlo in forma altrimenti rischio di arrivare all'Epifania e di avere davanti alla capanna soltanto due re Magi!

Chiedo aiuto a voi che siete miei fan perché non posso chiamare ufficialmente un medico: per esagerare nel mio sfarzo, come sempre, ho fatto chiamare il vero Melchiorre dall'Asia ma non mi è chiaro come sia avvenuto il suo ingresso in Italia... potrebbe essere entrato clandestinamente e non avere il permesso di soggiorno!

In più nella fretta non ho fatto la denuncia di inizio attività edilizia per la costruzione della capanna né ci ho ancora pagato l'Imu... insomma, ragazzi, datemi una mano voi!

(Il Conte in Toscana)

 

presepe vivente

Chianti Classico Gallo NeroGrande festa nel Chianti Classico: il Gallo Nero compie trecento anni di storia nel segno della qualità. Un programma ricco di iniziative per celebrare lo storico traguardo enologico.

Immagine allegata al comunicato stampa.

Quest’anno il Chianti Classico celebra il suo trecentesimo anniversario di storia. Fu il Granduca Cosimo III de’ Medici che nel lontano 1716, con un bando ufficiale, fissò per la prima volta i confini di alcuni territori particolarmente vocati per la produzione di vini di alta qualità, era la zona di produzione dell’attuale vino Chianti Classico. Nel 1984 Il Gallo Nero ottiene la DOCG, ossia il riconoscimento più alto tra le denominazioni dei vini italiani di qualità. Nel 2010 avviene la separazione delle due denominazioni Chianti e Chianti Classico. Da quest’ultima modifica ne deriva una maggiore tutela così che oggi non si possono produrre vini Chianti nella zona di produzione del Chianti Classico.

Sono numerose le iniziative in programma per celebrare i festeggiamenti di questo storico traguardo enologico. L’obiettivo è quello di creare un vero e proprio distretto socio-economico, che comprenda non solo attività produttive ma anche un’offerta turistica di altissimo livello. Tra le altre, il Consorzio sta organizzando una mostra-racconto della storia del Chianti Classico che dal 15 febbraio, giorno della sua presentazione ufficiale alla Stazione Leopolda di Firenze, andrà ad arricchire ed integrare la mostra “Feeling Chianti Classico”, già allestita negli spazi museali della Casa del Chianti Classico, nel Convento di Radda in Chianti. Il nuovo percorso museale si concentrerà su due temi principali: il primo punterà sul territorio Toscano, con il suo vino, i suoi personaggi e il suo contesto enologico; il secondo avrà il focus sulla storia del mondo, cioè cosa avveniva contemporaneamente nel resto del mondo. Tutto questo sarà illustrato con pannelli info-grafici, installazioni interattive e ologrammi di personaggi storici. Oltre alla mostra, il progetto prevede anche la personalizzazione del territorio chiantigiano con l’istallazione di sagome di Galli Neri alti 3 metri che saranno posizionati in aree particolari e di grande visibilità in tutti i comuni del Chianti Classico, in particolare piazze e rotonde.

Nell’ambito del vasto programma di eventi e celebrazioni, il Consorzio del Chianti Classico ha avviato anche una collaborazione con OMAS, Officina Meccanica Armando Simoni, azienda di fama internazionale che produce e realizza preziosi strumenti di scrittura in edizione limitata per la creazione di una linea tutta firmata Gallo Nero. “L’esperienza sensoriale della degustazione di un Chianti Classico ben si coniuga, infatti, al piacere dello scrivere, in una sorta di rito ancestrale che si ripete ogni qualvolta versiamo un calice di vino o ci accingiamo ad utilizzare una penna stilografica” afferma Luca Baglione, Sales & Brand Manager di OMAS.

300 anni e non sentirli. Anzi, il prossimo 15 maggio il Consorzio salta in sella per la nona tappa del Giro d’Italia dedicata appunto alla denominazione toscana. Un’occasione unica per far conoscere il territorio agli appassionati in Italia e all’estero.

Tutte le iniziative saranno contraddistinte dallo slogan "Il primo territorio di Vino" e da un logo distintivo creato per l’occasione. "Un'immagine che sarà anche protagonista di uno speciale bollino – spiega Giuseppe Liberatore, direttore Generale del Consorzio - che sarà apposto su ogni bottiglia di Chianti Classico in tutte le manifestazioni organizzate in occasione del Trecentesimo. Il clou dei festeggiamenti - continua il direttore - si terrà il 24 settembre prossimo, giorno della firma del bando di Cosimo III, in due luoghi della città di Firenze, simbolo d’arte e cultura, di ieri e di oggi: il Salone dei 500, in Palazzo Vecchio, dove all'ombra del Gallo Nero del Vasari racconteremo a un pubblico di stampa e autorità nazionali e internazionali la nostra storia, e il Nuovo Teatro dell'Opera che saluterà i 300 con un concerto a noi dedicato”.

(Movimento Turismo del Vino Regione Toscana, comunicato stampa)

 

Chianti Classico Gallo Nero

In questa società sconclusionata ormai l'albero di Natale e gli addobbi natalizi più in generale compaiono inspiegabilmente già a novembre.

Tutto sta diventando "commerciale", ogni evento viene trasformato in una macchina da soldi e così finisce Halloween e qualche giorno dopo appare Natale, terminano le vacanze natalizie ed ecco spuntare subito il carnevale e così via in una catena infinita di feste senza mai uno "stacco".

Io l'albero di Natale lo faccio l'8 dicembre, non il 15 novembre... il 15 novembre si montano le gomme invernali!

L'albero di Natale si prepara poco prima di Natale, generalmente due settimane prima: l'usanza prevede che l'addobbo dell'albero con luci e palle di Natale avvenga a Bari per San Nicola (6 dicembre), patrono della città, oppure a Milano per San'Ambrogio (7 dicembre) oppure ancora in moltissime zone d'Italia per l'Immacolata Concezione (8 dicembre): insomma, i giorni sono quelli della seconda settimana di dicembre.

Chi invece vuole festeggiare il Natale come festa pagana (com'era inizialmente, prima che fosse assorbita dalla religione) può addobbarlo tranquillamente in occasione del solstizio d'inverno - il giorno più corto dell'anno - che in genere cade tra il 20 e il 24 dicembre: la festa cadeva infatti il 25 dicembre in quanto giorno nel quale la luce del sole, che per il solstizio si affievolisce, rinasce (il Natale di un nuovo ciclo solare) riprendendo una luce più viva e calorosa.

(Il Conte in Toscana, 7 dicembre 2015)

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San Giuliano Terme

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